Essere blogger oggi

Il punto cruciale del mio dubbio sull’essere un blogger oggigiorno non sono Pinterest e le immagini. 
Era questo: avere un blog basta per essere un blogger? O serve anche essere popolari e condividere di continuo foto su cosa facciamo, dove siamo e cosa compriamo? Ma soprattutto, non facendolo io come lavoro, sponsorizzata, con millemila followers, sono davvero una blogger? 
A dirla tutta sì, io mi sento una blogger, vecchio stile magari, ma lo sono. Questo però è solo il mio pensiero.

E’ cambiata molto la blogosfera dal 2009, anno in cui ho scoperto i blog e iniziato a scriverne uno, in vari modi:
  • L’uso dei social, direi indispensabili per farsi conoscere, notare e leggere di più.
  • Le migliaia di foto scattate da NOI, che quasi soppiantano la parola scritta.
  • La distinzione fra chi tiene un blog come hobby, chi ha sponsor e ne ha fatto una professione e chi lo usa PER lavoro. 

Quando ho iniziato a frequentare questo mondo ancora in pochi si mettevano a fare le fashion blogger, a caricare video e foto, a recensire e provare prodotti, a parlare dei loro viaggi sponsorizzati e del loro lifestyle..i blog erano una sorta di DIARIO personale, in cui ognuno diceva la sua sui temi che amava maggiormente, diari a cui il pubblico riusciva ad arrivare tramite forum, google o passaparola (era l’epoca pre-Facebook e pre-Instagram, qualcuno la ricorda?) 🙂
Non c’era il culto del selfie e della propria immagine, come ora, in cui la propria faccia è la protagonista. Al centro c’erano le nostre passioni e le nostre idee PER ISCRITTO. Non per immagini. Le immagini per me non sono il centro del blogging. Sono un ottimo contorno, come la grafica, sono di sostegno alla parola. Pur essendo una parte fondamentale delle mie passioni, del mio blog, della mia presenza sui social, e anche una buona base per qualsiasi blog ben fatto.

Sono tornata quindi a scrivere sul mio blog in un ambiente che mi è sembrato del tutto trasformato, in meglio per alcuni aspetti, in peggio per altri, e ho voluto farmi una specie di “analisi introspettiva” per capire cosa significa per me fare la blogger, dopo tanti anni, perché ancora mi vada di mettermi qui e scrivere le MIE cose, a tirare giù idee, informazioni, per me e magari per altri. Ho sentito la necessità di chiedermelo essendo ormai circondata da tanti blogger assai migliori di me, socialmente.
Nell’epoca dei selfie, di instagram, dei vlog. 
In cui tutti scattano foto e in cui tutti scrivono. 
In cui tutti SI scattano foto e si sfoggiano. 
Ma ho anche per fortuna ritrovato dei blogger vecchio stile e i miei primi blog-affetti per niente cambiati. 

Ad esempio, uno dei blog che seguo più volentieri è seguito da pochi appassionati e pochissimi commentano (io stessa spesso lo leggo e basta, lo ammetto). Non ha una pagina facebook né un profilo instagram. Ma scrive veri e propri articoli, bellissimi, frutto di ricerche, approfondimenti e passione (eccolo: Vorrei essere un personaggio austeniano).
Ci sono poi blogger di successo, come Camilla di Zelda was a writer e Chiara di Machedavvero? che sono donne di un’intelligenza e di una voglia di vivere e scoprire unica. Mi fanno ridere e sognare. Raccontano di sé e trasmettono la loro passione, cercano il dialogo e l’incontro, ti coinvolgono. E caspita, scrivono benissimo. 

QUELLO per me è il vero blogger. 
Quello che amo seguire e che vorrei diventare pure io. 
Chi scrive un post, racconta, spesso di sé. Leggere un blog è come avere ogni giorno decine, anzi centinaia, di brevi racconti da leggere. Al centro per me c’è la parola scritta. 

Molti scrivono veri e propri articoli da giornalisti, approfondendo temi, dando informazioni, suscitando curiosità, voglia di conoscere. Altri esprimono il proprio punto di vista su un argomento, un luogo, una problematica, un’idea. Ma sempre con un taglio da diario, senza influenze altrui, e incoraggiano il dibattito.
Che non me ne vogliano le blogger che pubblicano con passione le loro ricette di cucina, le loro foto o i loro outfit E BASTA, senza un racconto dietro, senza nient’altro di sé, senza un pur breve aneddoto. Ecco, io non li seguo volentieri, ma hanno comunque la loro passione ed è giusto che la mantengono.

Un blogger è chi racconta e si racconta. Una specie di aspirante giornalista o, semplicemente, chi ha voglia di scrivere e condividere ciò che ama o anche odia. In cui altri si riconoscono e ritrovano le loro stesse passioni
Al di là dei blogger famosissimi che riescono a guadagnare, a farsi sponsorizzare, che ricevono in omaggio prodotti e viaggi. Al di là del fatto che (si dice) il mondo dei blog sia in crisi e che piano piano possa scomparire, sopraffatto dalle immagini e dalla brevità di social come facebook e twitter, del “tutto subito lì davanti, da fruire rapidamente”. 

I blogger sono persone appassionate che principalmente scrivono, parlano a sé e agli altri, in modo coinvolgente, quasi come cantastorie. 

***


Concludo con le frasi di altre blogger che hanno affrontato questo stesso argomento, l’essere una blogger, e nel cui pensiero mi ritrovo:

 
“Questo è un mestiere nuovo, si provano cose, si guarda gli altri, si guarda all’estero, si va d’intuito, ci si studia trattati di social cose…Navigo su internet, cerco cose, ricevo cartelle stampa, scelgo quello che secondo me è Funky e lo propongo a modo mio ai lettori. E questa è una parte. Dall’altra, documento falsamente la mia vita. 
Perché falsamente? Perché non è il grande fratello.

Ho la grande opportunità di vivere, documentare ciò che faccio, essere me stessa e parlare di ciò che mi piace” 
(Justine, Le FunkyMamas)


“E se vero è che siamo talvolta esibizionisti…se vero è che abbiamo la sindrome della condivisione, c’è comunque dell’altro. 
Per esempio che abbiamo una passione che ci induce a condividere pensieri, consigli, recensioni, storie. 
Per esempio che a volte non dormiamo la notte, per scrivere e per lavorare al blog. 
Per esempio che osserviamo e ascoltiamo ciò che ci circonda, che rubiamo quanti più stimoli possibile alla realtà e li riproponiamo, poi, rielaborati. 
Per esempio che siamo soddisfatti quando riusciamo a stimolare  una risata, una riflessione, una conversazione. 
Per esempio che grazie ai blog finiamo col conoscere tante persone che probabilmente non conosceremmo altrimenti” 

 

“Per me un blogger è una persona normale che scrive una sorta di diario online e parla di vari argomenti, che sia trucco, cibo, viaggi o qualsiasi altra cosa. I blog di viaggi li ho sempre letti per questo motivo, perché non sono siti di informazione, non sono giornali, non sono guide turistiche che ti consigliano un posto perché c’è un team di esperti del settore o chissà cosa. Sono le esperienze e le emozioni delle persone normali, è come andare a vedere le foto dell’ultimo viaggio di un amico. Quand’è che ci siamo trasformati? Quand’è che i blog sono diventati siti professionali, guide turistiche, corsi specializzati, SEO, pubblicità, sponsor, numeri?”
(Anna, Profumo di Follia)

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