Un sogno tutto mio. O forse no.

Ho un grosso strambo difetto: quando ho un grande sogno, un progetto, un forte desiderio da realizzare, è come se fosse solo mio, come se nessun altro nei dintorni possa averci ancora mai pensato.

Vivo da sempre nel mio piccolo mondo, affacciato a quello grande, e quando scopro qualcosa, oppure ho un’idea, non mi viene proprio in mente che, considerando che sulla Terra siamo 7 miliardi, diversi altri milioni di persone possono aver pensato/progettato lo stesso. O meglio, lo so che altrove c’è qualcuno che ha ambizioni simili – spesso vengo ispirata da qualcosa letto o visto in giro. Ma mi ritrovo ad agire e ragionare come se fossi l’unica QUI ad averci pensato, come fossi quella che creerà qualcosa che finora non si era ancora visto, perlomeno non tra quelli della mia età, non nei miei luoghi, non in un certo qual modo.

“Vivo da sempre nel mio piccolo mondo 
affacciato a quello grande”
 

Ho/avevo tre grandi sogni:

1. Lavorare per un’agenzia di viaggi.
O almeno in un aeroporto, su una nave o anche a bordo treno. Qualsiasi cosa, pur di essere in movimento e a contatto con viaggiatori. Scrivendo anche un blog di viaggi e fotografia.
2. Aprire un B&B.
Dedicandomi anche ad altre passioni che ho, in primis la fotografia. Accogliere turisti, arredare un bell’immobile toscano, consigliare i visitatori su cosa fare e vedere e dove andare. E continuando ad aggiornare il mio blog.
3. E poi un terzo sogno, work in progress.

Fra i miei tanti sogni lavorativi c’era quindi quello di lavorare in un aeroporto. Qualsiasi impiego pur che fosse in ambiente aeroportuale. Ci sto bene, mi sento nel mio habitat. In un momento di forte crisi, perché non riuscivo a trovare niente, sono partita per Torino per un corso di Travel Agent e mentre ero là ho iniziato a googlare informazioni su come candidarsi con le società aeroportuali e le compagnie aeree. E ho così scoperto decine di forum con migliaia di persone che desideravano la stessa cosa. Insomma, nella mia mente ristretta SOLO IO lo sognavo. Chiunque altro poteva cercarlo come un qualsiasi altro lavoro, secondo me.

Ogni volta che dovevo andare in piazzale mi sentivo come Hagrid che va a prendersi cura delle sue creature alate 🙂

Me ne vergogno un po’, mi sento parecchio infantile se ci penso. E succede, ho notato, solo con i miei sogni più grandi, i miei progetti di vita. Sono consapevole che ci siano tanti altri che hanno le mie stesse passioni, condividerle è il bello dei social e dei blog. Però quando si tratta dei progetti più “in grande” siamo solo io e me stessa.

E mica imparo dai miei errori. Ci ricasco.

Infatti ho scoperto che uno dei miei viaggi dei sogni, vedere l’Aurora Boreale, è un must dei travel blogger e in tanti lo hanno già fatto. Oppure scopro che sono in tanti ad amare lo stile scandinavo, a voler fare workshop fotografici, voler vivere all’estero per un po’, scrivere un libro per gratificazione personale… e così via. Io resto sempre indietro 😀
L’anno scorso, dopo aver lavorato per un po’ come accompagnatrice turistica e aver trovato lavoro temporaneo in aeroporto come hostess di terra (miracolo! Ancora adesso non ci credo), chiacchierando con un coinquilino prima e con una collega poi, entrambi mi dicono di sognare di aprire un bed&breakfast.

Come scusa?
Sono IO che sogno da anni di farlo. Sono io quella che da piccola chiedeva al babbo per il compleanno una notte in hotel, quella che sognava di vivere in un albergo come avevo visto fare in un film per bambini (qualcuno ricorda quale?), che ha tentato per anni di lavorare alla reception fino ad arrendersi e farsi prendere solo come stagista. Quella che si fa castelli in aria e bacheche su pinterest su come arrederà le stanze, su cosa servirà a colazione, su che decori metterà ad ogni nuova stagione. Che fantastica sulle persone di varie nazionalità e cultura che incontrerà, le storie che sentirà..

Sognando un b&b nella campagna toscana, ma in stile inglese. Ovviamente.


Pecco davvero di una grande ingenuità. 
Me ne rendo conto ogni volta, ma poi mi succede di nuovo. In un neonato facebook del 2008 condivisi un articolo sui travel blogger, che all’epoca erano una realtà per lo più anglosassone e ancora poco diffusa, e scrissi: da grande voglio fare questo.
Tornando nel mondo dei blog l’anno passato, ho scoperto che di travel blogger italiani ora ce ne sono tantissimi (aiutatemi a dire tantissimi), alcuni davvero eccezionali. Esploratori, appassionati, raccontastorie.

Insomma: io sogno, immagino, progetto, credendoci sul serio e pensando di andare lontano, e poi resto a guardare quelli che ce la fanno davvero. Che erano lì già a provarci mentre io dovevo ancora iniziare. Quelli che non sapevo neppure esistessero, e che ora ammiro e seguo. 

I miei sogni comunque sono ancora lì, ho accantonato solo l’agenzia di viaggi dopo tante enormi delusioni. Ma ho ripreso in mano il mio blog, anche se non come professione, attendo che il lavoro (ri)arrivi, e se non arriva in casa stiamo già parlando di questo benedetto b&b…
…e poi c’è il terzo sogno. Ormai ho imparato che, cercando su internet, trovo tante persone, tante altre donne, che già vivono una realtà come quella che sogno io. Essendo senza un lavoro fisso è un’idea piuttosto folle, vivendo in Italia non è per niente semplice, qui di appoggio concreto te ne danno davvero poco. Però c’è. D’altronde le idee folli sono spesso la base di partenza di noi viaggiatori.

Comunque, ora che so di non essere l’unica a coltivare certi sogni, ne sono parecchio felice. Il giorno che sarà, so di poter trovare tanti altri blogger che hanno fatto o stanno facendo la stessa cosa, e saprò che farcela è possibile. D’altronde il bello della rete è quello: scoprire che esiste chi condivide i nostri stessi sogni-progetto.


2 comments

  1. Anche a me fa strano trovare persone che hanno i miei stessi sogni, lavorativi e non 🙂 a volte ci rimango male in un certo senso, perchè questa cosa un pò mi identifica e vedere che la fanno anche altre persone mi fa rimanere un pò così, come se alla fine fossi io a voler copiare il sogno di qualcun'altro. Siamo proprio complicate 😛

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