Io viaggiatrice #guardacomeviaggio

Ricordate quando vi ho raccontato (qui) di come mi sento quasi l’unica al mondo ad avere certi sogni-progetto? 🙂 Persino quando parto e viaggio è come se fossi solo io, ad essere quello che sono, a fare quello che faccio. Pur sapendo che esistono veri viaggiatori ed esploratori in giro..
Forse perché per anni, fin da piccola, ho vissuto le mie passioni solo dentro di me, nel mio mondo interiore, senza mostrare troppo a nessuno. Solo negli ultimi anni le ho tirate fuori, sia per studio che per lavoro, e poi qui, nel blog. I social in questo hanno avuto un certo ruolo. Parlare e mostrare ciò che desidero di più mi ha sempre imbarazzato, non so il perché. Ho anche frequentato persone che mi hanno mortificata con commenti di poco tatto sul mio entusiasmo verso qualcosa. Però i miei e il mio compagno hanno appoggiato gran parte dei miei sogni e piani di studio o di lavoro, anche quando erano azzardati.
Qui voglio provare a mettere per scritto come sono e cosa faccio quando viaggio.
Sia adesso, con questo mio nuovo stile di vita #sempresuitreni #acercareilmiopostonelmondo, sia da sempre, con tratti che accomunano o differenziano la me di ora e la me bambina/adolescente.
Il tag #guardacomeviaggio lo ha proposto Anna di Profumo di follia 🙂

 

Dove dormo
Mio babbo da piccola mi chiamava “panda” per la mia presunta capacità di dormire sempre e ovunque. In parte è vero..ma non mi hanno mai fatto dormire per terra, al freddo, con sconosciuti.
Sono una dormigliona, e sono freddolosa. Per me il momento del riposo è sacro, e ho bisogno di sentirmi al sicuro e al caldo. L’alloggio è una parte estremamente importante dei miei viaggi, raramente sono partita senza avere già la certezza di un posto dove dormire, e se non ce l’ho, è un pensiero che mi rovina la concentrazione 😀 Mi è capitato due volte negli States, certo non posso dire che fossero posti sperduti e lontani dalla civiltà. Ma non sono molto avventurosa in questo, insomma. Mi va bene anche dormire in macchina, in camper, in tenda (umm), basta che non ci sia freddo, che ci sia pulito e non possano accedere sconosciuti. Mi sento vulnerabile quando dormo. E la mancanza di sonno mi toglie qualsiasi forza. Complice la pressione bassa forse, ma sono come i neonati, devo dormire 😀 dopo le mie 7-8 ore di sonno e del cioccolato, sono pronta a passare ore camminando e perdendomi. A quel punto divento esploratrice, e arrivo senza problemi a notte fonda, anche quando altri crollano.
Amo dormire in hotel. Ma cerco sempre alloggi tipici del posto, che siano b&b, agriturismi, capanne, case sull’albero, casette vittoriane o cottage.

 

Dove mangio

La colazione è mooolto importante, per i motivi suddetti. A volte la faccio talmente abbondante che salto anche il pranzo, per poi finire a fare merenda in qualche bella caffetteria o per la via. Mi piace mangiare ovunque, per la strada, alle bancarelle, nei mercatini, nei pub. Seduta fuori al sole, seduta davanti a un caminetto, sulla spiaggia o in treno. Non è un problema dove, basta mangiare 😀
Sono una buona forchetta e adoro provare il cibo locale. I sapori di altri Paesi li ricerco e li apprezzo moltissimo, sono cresciuta a flammkuche, curry e spaetzle. Non sono tipo da “datemi della pasta, voglio mangiare come a casa mia”. Assolutamente no. E ne vado fiera.

“Eat well, travel often”
è un detto che mi si addice in pieno 🙂

 

 

Come mi muovo
Sogno un fly&drive. Prima o poi lo farò. L’idea di poter girare per conto nostro, seguendo strade panoramiche, arrivando in punti meno turistici, senza avere orari, arrampicandosi sui monti, in collina, sulle scogliere, per le strade di campagna, la sento mia. Ho un padre e un compagno che amano guidare, e io amo accoccolarmi sul sedile accanto e guardare fuori, lasciarmi portare ovunque, stando con gli occhi ben aperti per non perdermi niente. Fare da “navigatore” e scegliere soste e musica. Quello è il mio compito 🙂

Però sono principalmente un “tipo da treno“. Prendo l’aereo quando è inevitabile, ma sempre con una certa ansia, anche se amo gli aeroporti (stando a terra!). Mi piacerebbe girare l’Europa stile interrail, cosa che non ho fatto nei miei twenties, chissà perché. Probabilmente perché già viaggiavo molto con la famiglia e per conto mio, ed è un tipo di viaggio che non ho mai visto fare a nessuno che conosco. Però, anche se è ormai tardi per le tariffe young, spero in futuro di farlo comunque 🙂

Cosa visito
Ho questa avversione per i punti turistici. Una possibilità e una visita veloce gliela concedo, che comunque in molti casi valgono la pena. Ma in molti altri no. Ho snobbato senza rimpianti per le prime due volte Buckingham Palace a Londra, la scritta Hollywood e la Walk of Fame a Los Angeles, la Gioconda al Louvre. Non ci sto nelle piazze ad aspettare gli spettacolini degli orologi o i cambi della guardia. Però sono gusti. Perché poi alcune sono visite che evito avendole già provate da piccola.

Cerco il verde, anche in città. I parchi, i giardini, la collina, la costa. Amo la montagna, e i luoghi a picco sul mare. I paesaggi sconfinati dove senti la potenza della natura e l’uomo è solo una formichina. Però mi piacciono moltissimo anche i paesini e le grandi città, in particolare le piazze, mi piace scoprire i borghi e le “città nella città”. Sento il batticuore quando mi trovo nei luoghi dove è avvenuto un episodio storico particolare, o dove sono ambientati un film o un racconto. Dove sento la storia intorno a me, sulle mie spalle, negli occhi e nell’aria. Una cosa per cui vado matta poi è quando giro per stradine strette e acciottolate, piene di negozietti, e scopro all’improvviso, dietro l’angolo, una piazzetta nascosta (come mi è capitato spesso in Francia e Germania).

Strane abitudini
Da dove comincio?
  • Nei lunghi viaggi in treno o in pullman mi porto dietro un bric di latte&cacao. E’ un’abitudine che ho preso alle medie, ogni volta che parto mi piace l’idea di seguire certi “rituali” (come mettere da parte già giorni prima ciò che indosserò il giorno della partenza, fare la lista-bagaglio, scegliere il quadernino che porterò con me per gli appunti di viaggio ecc.).
  • Non disfo mai la valigia. Sta sempre lì, davanti al mio letto, con dentro alcuni oggetti che sicuramente mi serviranno alla prossima partenza, mentre i vestiti dell’ultimo viaggio restano dentro finché non li uso. A volte anche un mesetto.
  • Non stiro né faccio mai stirare nessuno dei miei vestiti. Nemmeno a casa, figurarsi in viaggio. Se in valigia si sono stropicciati li indosso e cerco di farli stirare addosso, altrimenti li rilavo 😀
  • Cambio continuamente posto, anche se poi inizio a dare nell’occhio, quando su un treno o su un bus mi si siede accanto qualcuno che mastica il chewing gum o mangia rumorosamente. Non prima di averlo guardato male. 
  • Ho un “ciuccio” attaccato alla valigia, è lì dal mio viaggio negli States del 2008, quando la proprietaria del suddetto, ossia mia sorella, aveva un anno 🙂 

4 commenti

  1. Questo post mi è piaciuto davvero tanto 🙂
    Ma quanto è carino il ciuccio appeso alla valigia? *____* Il bric te lo porti dietro per i cali di pressione? Io per un certo periodo ho avuto l'abitudine di portare sempre le bustine di zucchero, proprio per quel motivo 🙂 l'abitudine di lasciare le cose in valigia per settimane ce l'ho anche io, ma non è niente di affascinante perchè è solo pigrizia XD

    (Mi sono accorta che non ti seguivo o.O ho rimediato)

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  2. Ci seguiamo su facebook 🙂
    Il bric lo porto sia perché sono golosa sia perché so che ho spesso bisogno di zuccheri. E d'estate lo sostituisco a volte con quello di estathè.

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  3. Ehehe bric e ciuccio hanno colpito un po' tutti 🙂 Per me sono ormai la normalità, ma mi metto nei panni degli altri che mi vedono trentenne a giro con ciuccio alla valigia e latte&cacao, attaccata alla cannuccia 😀

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