Seconde occasioni

Alle persone non do mai una seconda occasione.
Ai luoghi sempre.
L’esperienza mi ha insegnato in malo modo che le persone, una seconda volta, nella mia vita non ci devono tornare. Ma i luoghi meritano un’altra visita – soprattutto quando la prima è stata rovinata da qualcuno. Ho visto posti bellissimi con le persone sbagliate, troppe volte.

Fino a qualche anno fa ero convinta che, come un luogo, ogni persona meriti di essere conosciuta, che ognuno di noi abbia qualcosa di meraviglioso da raccontare e un lato bello da mostrare. Ma in alcune persone ho visto una cattiveria tale da annientare ogni altro aspetto, anche se sono ancora speranzosa che invece questo valga per molte altre persone al mondo. E per trovarle – o per quelle già trovate – vale la pena continuare a cercare e ascoltare storie.

Ogni angolo della terra vale un viaggio – per il suo passato, per i suoi paesaggi, per chi lo abita, per come appare e per cosa trasmette.
Negli ultimi anni mi sono dedicata alle seconde occasioni. Ogni qualvolta ho potuto scegliere una meta, questa si è rivelata essere un ritorno.

Adoro tornare nei posti che ho amato, e scoprire da capo quelli che non ero riuscita a capire ed apprezzare. Di Praga per esempio non ricordavo nulla, per Londra (pur dopo tante volte) l’innamoramento era quasi svanito, in entrambi i casi perché le avevo vissute con persone orrende. Praga adesso è la città che preferisco, insieme alla mia Londra. Ho dedicato a loro i miei due grandi viaggi dell’ultimo anno, ed erano degli attesi ritorni.

Potendo partire per qualche giorno, la mia mente fantastica da settimane su possibili mete, tutte nel nord Europa. Sogno la Norvegia, il Belgio, la Scozia…
Però, col passare dei giorni, e con davanti le tariffe Ryanair, google, il sito Lonely Planet, le pagine delle ferrovie europee e dei bus a lunga tratta, il nome di una città ha continuato a farsi strada a spintoni fra gli altri, pur non essendo nella categoria “freddo Nord”.
E’ una capitale che ho visitato anni fa solo per due giorni, in modo vago e frettoloso in compagnia di due americane, saltando da un punto turistico a un altro e mangiando al McDonald’s (cosa che odio). Della città ricordo solo una piazza che avevo ammirato molto e una serata passata in camera a mangiare pizza e guardare alla Cnn le notizie su Michael Jackson. Era il giugno del 2009.
Non proprio grandi memorie!

Un aspetto della città però mi aveva sorpresa piacevolmente: ogni stradina, anche la più piccola e lontana dal centro, si rivelava ben tenuta, colorata, piena di negozietti, di angoli da scoprire. Fu un particolare che mi colpì molto, abituata a città in cui le viette laterali e meno turistiche spesso sono sporche e banali.

Si tratta di un Paese di cui amo la lingua, la storia, altre città e regioni. E questa città ne è la capitale. Tutto questo, unito al fatto che conosco e apprezzo molti blog, profili Instagram e startup locali, hanno probabilmente convinto il mio inconscio che dovevo tornarci.
Prima ancora di esserne convinta io.
Magari, perché no, in un breve viaggio da sola.

Destinazione —> Madrid!

 

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