Leggo, scrivo e viaggio contro le mie paure

Leggo tantissimo, da sempre, perché è il mio modo per affrontare poi di petto il mondo e le persone.
Scrivo molto (troppo), perché non sono brava a parlare con gli altri.
Viaggio, perché spero col tempo di avere un po’ meno bisogno della lettura e della scrittura.

Viaggio per trovare luoghi e persone in cui/con cui sentirmi più a mio agio.
Non è semplice per me relazionarmi con gli altri. Non sono mai stata timida da bambina – solo silenziosa e riflessiva, non timida – ma adesso sono intimorita, soprattutto quando si tratta di donne. Recentemente un branco di loro mi ha fatto male a tal punto che adesso parlare con la gente mi è sempre più difficile, e verso gli altri sono parecchio diffidente. Non mi fido più, non desidero altre persone nella mia vita. Quelle che ho già accanto mi bastano. Amo ascoltare le persone, ma oltre a una gentile interazione di superficie non vado. Me ne accorgo spesso, mi sento ridicola quando provo a parlare di me o a raccontare qualcosa.

E allora scrivo.

Pessima cosa per una che fa il lavoro che faccio io.
Pessima cosa per una che ama stare con gli altri e ascoltarli per ore.
Pessima cosa per una che ama viaggiare.

Alla fine, cosa è viaggiare se non si è aperti alla conoscenza degli altri? Se non si parla con la gente del posto, se non si stabilisce un contatto?

Ho la segreta speranza che i viaggi che farò riescano a riportarmi, se non fiducia negli altri, almeno un po’ di tranquillità. Che mi facciano incontrare altri esseri umani veri, gentili. Che mi restituiscano la consapevolezza che esistono anche persone affidabili, pronte a dare una mano, che non cambiano i fatti e non mentono appena volti le spalle. So che non tutti al mondo sono maligni, bugiardi, pronti a fare del male, accanto a me ne ho degli esempi…ma il guaio è che, se non posso sapere chi, preferisco allora non affidarmi a nessuno.
Da un lato può essere un bene, da un altro questo mi pregiudica, ne sono convinta, molta della ricchezza contenuta nella vita delle persone, nelle loro menti e nelle loro storie.

Un giorno ci saranno delle persone che sarò io a dover crescere, e non voglio che anche loro si chiudano agli altri. Voglio che sappiano difendersi e riconoscere chi di buono esiste al mondo.

Per questo leggo, scrivo e viaggio.

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