Il mio inverno, in parole e musica

Sottotitolo: …e tanto vino e serie tv.

Ammetto di non aver letto nessuno dei libri programmati per l’autunno. Sebbene li avessi selezionati seguendo il mio istinto (leggo sempre e solo storie di cui sento il bisogno in quel particolare momento), alla fine la mia scelta è ricaduta su titoli diversi. Le mie letture invernali, invece, sono già a buon punto – d’altronde a volte è già possibile sentire la primavera. Sono giorni di mimose e neve, allo stesso tempo.

Ci sono state giornate di temperature davvero basse, con fuori i vetri appannati e dentro il vapore delle zuppe in brodo. Ho scritto e letto moltissimo, godendomi il mio primo dicembre a casa dopo 3 anni. E’ stato un periodo di riflessioni enormi, e lo è ancora, in cui i miei sogni e i miei progetti hanno cominciato a puntare decisamente i piedi. Bisogno di calore, ma di sentire anche freddo pungente, voglia di concretezza, ma anche di magia. Tutto ciò si è riflettuto nelle mie scelte, nelle mie letture e nelle mie abitudini di questi mesi.

UN PROGETTO
A dicembre ho deciso di iniziare un corso per “l’apertura e la gestione di bed&breakfast”, iniziando a scontrarmi con la burocrazia e gli uffici comunali (per non parlare delle questure) ancor prima di averlo, un b&b. Sento comunque che potrebbe davvero essere il mio futuro. Devo ancora capire come, ma è un’attività in cui riuscirei a concentrare tutto quello che amo e che penso di saper fare. Anche se so bene che la libera professione è difficoltosa e toglie il sonno, lavorare con contratti instabili mi ha tolto molto di più. Vedremo.

UN VIAGGIO
Subito dopo Natale sono partita con il mio compagno e abbiamo girato la campagna toscana; è stato un incanto. I paesini della Val D’Orcia, le colline morbide, le botteghe in cui fermarsi a far merenda con bruschette e ricciarelli. Gli agriturismi, la zuppa di ceci e la toma filante col tartufo, i fiaschi di buon vino. Le abbazie in rovina e le stradine acciottolate, i vicoli medievali, gli eremi e le torri. La perfezione.

LA MUSICA
Le serate avvolti nelle coperte a guardare le nostre serie tv* o i film di Natale. Le passeggiate nei borghi toscani, gli istanti in famiglia e quelli con i vecchi colleghi, i pomeriggi bui passati a leggere e mangiare biscotti. Stampare le migliori fotografie del 2017 e degli anni precedenti, ripensando ai viaggi che sono riuscita a fare. Tutti questi momenti hanno avuto come sottofondo musicale due canzoni, che me li ricorderanno sempre: I was born, degli Hanson e soprattutto la meravigliosa Perfect, di Ed Sheeran. Un’altra artista le cui musiche mi hanno accompagnata nei giorni di preparazione al Natale è stata Lindsey Stirling, una violinista che ama anche interpretare i personaggi (ad es. questo!). Vecchi e nuovi artisti che mi hanno fatto sentire bene, come spesso mi capita, grazie alla musica.

*quest’inverno mi sono innamorata di Penny Dreadful, The Crown e The Handmaid’s Tale. Guardo volentieri anche Black Mirror, nonostante mi metta ansia, e ovviamente il nostro amato Big Bang Theory.

LE MIE LETTURE
Questi invece sono i libri che mi hanno tenuto compagnia a inizio inverno, Natale e inizio anno, più quelli che leggerò in questo mese e mezzo che manca alla primavera:

Il circo della notte, Erin Morgenstern
Come già avevo scritto per Nessun Dove, sono attratta dalle storie in cui reale e magico coesistono. Desidero magia in ogni periodo dell’anno, ma quando comincia il freddo in particolare. Questo libro ha cominciato a comparire sempre più spesso in molti profili instagram che seguo – probabilmente grazie al passaparola fra bookstagramers, poiché non è un libro pubblicato di recente (è del 2012). Mi è piaciuto molto. E’ diverso da quelli che sono abituata a leggere, ambientati in altre epoche con linguaggi ricchi e articolati, pieni di riferimenti storici e personaggi complessi. E’ scritto al tempo presente e all’inizio questo mi ha disorientato, ma poi le descrizioni e l’incanto della storia mi hanno presa. Il popolo dei Rêveurs e gli ambienti del “Circo dei sogni, che apre al crepuscolo e chiude all’aurora”, i gemelli, Celia, l’orologiaio, il fuoco perenne…è una storia ammaliante, che in certi punti avrei voluto più profonda. So che ne faranno un film, speriamo bene.

Il libro dell’inverno, Tove Jansson
Tutti i libri Iperborea mi attirano tantissimo – per chi non li conoscesse, sono dedicati agli autori nordici (islandesi, norvegesi, estoni, svedesi…). Quale periodo migliore dell’inverno per leggerne uno? Il primo e unico libro di uno scrittore nordico che lessi anni fa (Rosa Candida, di Olafsdottir) mi aveva lasciato estraniata…avevo amato la trama, lo stile spoglio e la delicatezza, ma mi era mancato qualcosa. Non sapevo con quale libro ricominciare la mia scoperta di questi autori, finché non ho pensato alla stagione: ho quindi preso Il libro dell’inverno e Il pastore d’Islanda. Forse avrei già dovuto leggerli, ma sono stata presa dal Circo della notte e dai due prossimi libri…

Il palazzo d’inverno, Eva Stachniak
Altro titolo adatto! Un genere di romanzi che amo molto è quello storico, con personaggi reali e fittizi insieme, e uno sfondo geografico e cronologico ben delineato – in questo caso la Russia settecentesca dell’imperatrice Elisabetta. Ho apprezzato tantissimo lo stile di questa scrittrice, che è quello che ammiro di più – ricco di dettagli e riferimenti, con passi crudi e altri poetici. E’ uscito un altro suo libro, Il respiro della danza, che è già nella mia wishlist Amazon.

Fotografia di viaggio, Lonely Planet
A fine estate, e di nuovo a inizio anno, mi sono fatta la promessa di dedicarmi molto di più alla fotografia, che è la mia passione più grande insieme al viaggio. Ma a cui non riservo più la maggior parte del mio tempo, come vorrei. L’anno scorso ho comprato finalmente, dopo due anni di risparmi e ricerca, la mia mirrorless – che ritengo essere la fotocamera migliore per i viaggiatori appassionati di fotografia professionale – ma non mi ci stavo impegnando come avrei dovuto. Quando ho visto questo libro alla Fiera di Torino l’ho sfogliato brevemente e ho deciso subito di prenderlo. Non si concentra solo sul viaggio, ha anche tantissime parti che riassumono le regole di base della fotografia (colore, profondità di campo, luce…). In un solo libro (piuttosto pesante in effetti, non adatto da portarsi in giro) c’è tutto quello che mi serviva per riprendere in mano la mia passione. Lo sfoglio di continuo, partendo da metà o dalla fine, non necessariamente dalla prima pagina.

Bonus: una delle serie tv di cui mi sono invaghita in questi mesi è, appunto, Penny Dreadful. In alcune scene meravigliose con Vanessa Ives e il signor Clare vengono citate delle poesie di Tennyson e soprattutto di John Clare – poeta che io non conoscevo minimamente. Non sono mai stata molto amante della poesia, ma da un annetto a questa parte mi capita ogni tanto di leggerne qua e là, in alcuni post, comprese quelle di Emily Dickinson. Penso che le poesie siano come il testo di una canzone o il paragrafo di un libro; la poesia giusta letta al momento giusto può aprire un mondo e schiarire le idee. Quindi sto pensando di cercare un’antologia, una raccolta di poesie di autori diversi, da sfogliare in base ai momenti.

Un commento

  1. Che inverno produttivo hai avuto, Ele 🙂
    Prendo ispirazione da alcune delle tue letture, dovrei avvicinarmi di più ai temi “invernali”, tendo sempre a cercare il caldo, anche nelle letture!

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